Saluto di inizio anno

Nell’imminenza di un nuovo inizio di anno scolastico, sento l’urgenza di rivolgermi a tutti voi non per riproporre un saluto “di rito”, quasi un adempimento necessario e tuttavia scontato e generico, ma per condividere alcune riflessioni che spero possano aiutarci ad affrontare bene l’impegno che ci attende.

La parola d’ordine risuonata in questi mesi estivi incessantemente è “si torna alla scuola in presenza”: certamente è l’augurio di tutti, c’è bisogno di riprendere pieno possesso della scuola come ambito privilegiato di relazioni sociali, tra pari e con i propri “maestri”, come luogo di crescita umana e culturale, come esperienza di vita, che in nessun modo può essere sostituita da rapporti digitali.

Il contesto, diverso rispetto all’anno scorso grazie all’ampio sviluppo della campagna vaccinale, consente di nutrire maggiore fiducia nella possibilità che ciò accada davvero e non per breve periodo (per quanto sarebbe illusorio pensare che contagi e quarantene siano solo un lontano ricordo).

Per questo occorre mantenere un comportamento prudenziale: le regole – illustrate nel “Piano scuola” – chiedono a tutti noi di essere molto attenti, nel rispetto di noi stessi e degli altri: è una responsabilità che ciascuno deve assumersi con serenità ma anche con rigore, affrontando le inevitabili limitazioni.

In questi 19 mesi (dal lontano febbraio 2020 con il primo lockdown) la scuola è cambiata, ha imparato (tutti: studenti, docenti, personale) a utilizzare al meglio le potenzialità del digitale e sono certo che la DAD non può essere identificata solo come una brutta parentesi da dimenticare sperando che tutto torni come prima; la “scuola in presenza” deve trarre insegnamento da quanto di positivo è emerso in questi lunghi mesi e raccogliere la sfida che i desolanti dati INVALSI sulla preparazione dei giovani studenti italiani ci hanno consegnato.

Non si è mai parlato così tanto di scuola (sui giornali, alla televisione, sui social) ma più spesso se ne è parlato per questioni di tipo sanitario (anche le ingenti risorse stanziate dal Ministero erano prevalentemente destinate a tale finalità); tutto questo è certamente importante, tuttavia è giunto il momento che la scuola riprenda la sua centralità, anche nel dibattito pubblico, soprattutto per la sua essenziale funzione educativa e formativa.

Questo è l’augurio che più mi sento di rivolgere a tutti noi, che viviamo di scuola e nella scuola.

BUON ANNO SCOLASTICO A TUTTI !

                                                                          IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                          Prof. Davide Bonetti